Le associazioni

Il Volontariato

Il Coordinamento Toscano Marginalità rappresenta la volontà di collaborazione tra le Associazioni, le Cooperative e le Organizzazioni che ne fanno parte, per cercare di dare risposte efficaci ai problemi complessi che sono presenti presso le persone maggiormente colpite dall’esclusione sociale. E’ anche la manifestazione più evidente ed organizzata della possibilità di intervento da parte di una rete che contiene sia la capacità di analisi e di lettura, sia quella operativa.

Su 16 organizzazioni aderenti al Coordinamento, 9 sono associazioni di volontariato, 4 sono cooperative sociali (3 di tipo A e una di tipo B), 2 sono associazioni di promozione sociale e 1 è una Fondazione. Il numero di ore impegnate dai volontari delle varie organizzazioni supera le 5.000 ore annue impegnando più di 15 volontari

 L’impegno, la fantasia, la passione sono alla base di un “lavoro” che sa confrontarsi con qualità e competenza offrendo una opportunità per tutti di misurarsi con obiettivi sfidanti, ma che trovano nella relazione la cifra che ammortizza fatiche, insuccessi, contrasti. Certo le difficoltà sono tante. Si viene da storie diverse, modi operativi diversi. Nel piccolo della propria associazione spesso è più facile decidere; c’è meno burocrazia; i risultati sono più personali, ci si sente più protagonisti.

Cercare di non prevaricare gli operatori che lavorano accanto, come per gli operatori, tener conto della presenza flessibile dei volontari, obbliga a mediazioni e confronti che possono sembrare delle perdite di tempo. Al contrario i frequenti incontri di programmazione aperti a tutti, si sono rivelati fonte di una progettazione sempre sotto verifica che sa plasmarsi quasi “addosso” alle necessità delle persone che in quel momento sono in prevalenza presenti nel Diurno.

Questa modalità operativa ha facilitato il collegamento del Diurno La Fenice sia al territorio che ai servizi e alle istituzioni. Il fatto che sia il Coordinamento il soggetto attuatore del Progetto, in quanto associazione di secondo livello, dà a tutti i soggetti aderenti la possibilità di partecipare pur mantenendo la propria autonomia.

Nel nostro cammino sia come Tavolo dell’inclusione sociale e della marginalità e poi come Coordinamento Toscano Marginalità abbiamo condiviso una stessa vision del volontariato che non vuole essere “il braccio operativo “della P.A., non essere identificato come le “persone dal buon cuore”, ne il “tappa buchi” per attuare una politica di “risparmi”. Al contrario pensiamo ad un volontariato attivo nella “progettazione”, che arricchisce e qualifica ulteriormente la rete dei servizi, che è fondamentale per la tutela dei diritti, che promuove la cultura dell’altruismo e della solidarietà ponendosi come luogo della “cittadinanza attiva”. In sintesi vediamo il volontario come soggetto essenziale per promuovere coesione ed integrazione sociale, verso assetti sociali di tipo comunitario.